http://www.repubblica.it/politica/2010/09/23/news/santoro_gi_scontro_con_masi_vaffa_in_diretta_il_dg_furioso-7371484/?ref=HREC1-3
Premetto che non condivido del tutto il monologo di Santoro. Credo, cioé, per riprendere il suo esempio, che sia giusto far sentire "tin" e "ten" dei bicchieri informativi e poi lasciare allo spettatore la possibilità di scegliere fra quale dei due suoni sia quello più eufonico. Questa è la mia, personalissima, idea di corretta informazione. Che non significa non avere dentro di sé già scelto il proprio punto di vista, significa solo consentire agli altri di condividerlo o no dopo un'analisi plurale dei fatti e delle opinioni.
A questo punto, però, sorge una domanda: perché questo rispetto dell'altrui opinione non è invocato per altri programmi d'informazione? Il Tg1 di Minzolini è eco fedele del Governo: perché Masi non s'indigna e non s'impunta per difendere il diritto dello spettatore della Tv pubblica ad avere un'informazione corretta? Perché non grida allo scandalo quando il cosiddetto premier irrompe telefonicamente invadendo, non invitato, tutto lo spazio e non consentendo a nessuno, non dico di contraddirlo, anche solo d'interromperlo? Assistere a questi spettacoli umilianti di servilismo senza che nessuno si opponga fa male.
Forse che Masi non ha mai assistito ad una puntata di "Porta a porta"? Forse che il Tg 1 non rientra fra i suoi programmi preferiti? Lo capirei. Ma il telespettatore italiano li guarda, sempre meno, per fortuna, aggiungo. E inizia a sentirsi preso in giro. Perché non si può chiedere coerentemente a Santoro di fare una trasmissione pluralista ed intanto permettere che altri siano la cassa di risonanza per questo Governo. Non si può se si ha un minimo di decenza.
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venerdì 24 settembre 2010
giovedì 23 settembre 2010
Lotta alla mafia. Intervista a Giulio Cavalli
Giulio Cavalli ha 33 anni, ma è da almeno dieci anni che fa sentire forte il suo impegno a teatro, attraverso la scrittura, in politica. Un impegno che l'ha portato a denunciare, incessantemente, il marcio che sta consumando l'Italia. Perché la mafia non è solo a Sud. Oggetto di intimidazioni mafiose, dopo la messa in scena nel 2008 di "Do ut des", in cui racconta dell'ascesa di un aspirante picciotto a sindaco di Mafiopoli, è stato eletto consigliere regionale nelle fila dell'IdV per la Lombardia. Fonda il primo gruppo interistituzionale che si occupa di indagare sulle infiltrazioni mafiose negli appalti per l'Expo 2015. Chi lo segue su FB assiste ad una messe spaventosa di continue denunce attraverso ogni mezzo, in una profusione di energie che ha dell'incredibile. E senti che ci crede. Nonostante le minacce, o forse proprio per quelle, Giulio non si ferma, è instancabile, indomito. Ed allora ci devi credere anche tu. Glielo devi.
D: Spetta ad un artista denunciare le connivenze mafiose? E' giusto che tu o Saviano siate oggetto d'intimidazioni?
D: Spetta ad un artista denunciare le connivenze mafiose? E' giusto che tu o Saviano siate oggetto d'intimidazioni?
R: Credo che spetti a tutti. Che sia un errore grossolano delegare questa battaglia solo alle forze dell'ordine e alla magistratura e che potrebbe essere finalmente giunta l'ora della consapevolezza che per vincere bisogna che ognuno faccia la sua parte. Secondo la propria professione, come dice l'articolo 4 della nostra costituzione. E non abituarsi a trovare ingiuste le minacce a chiunque.
D: La mafia settentrionale è diversa da quella che ci viene mostrata nelle fiction?
R: E' la stessa. Che al Nord arriva per fare affari. Che ha bisogno di nascondere soldi e ci riesce solo dove circolano molti soldi. al nord, appunto
D:Sei consigliere regionale in Lombardia. Chi hai al tuo fianco e chi ti ostacola nella denuncia delle infiltrazioni mafiose?
R: Nel Consiglio Regionale Lombardo il problema della criminalità organizzata è praticamente assente nell'agenda politica del centro destra e svilito a bassa propaganda in molti uomini del centro sinistra.
D:Al Nord c'è lo strapotere della Lega. Come si spiega il proliferare di attività mafiose con i loro proclami?
R: La Lega ha costruito la propria politica parlando di un'ipotetica superiorità del Nord nei confronti del Sud. Oggi ammettere che gli imprenditori e i politici lombardi sono corruttibili come (e forse più) dei colleghi meridionali sarebbe come ammettere il proprio fallimento politico. Che nei fatti si è già avverato da tempo.
D: Si può fare politica e rimanere puliti?
R: Questo è un giochetto infame che viene ventilato spesso. Spesso più dai vip dell'antimafia che dagli altri. Mafia è politica: senza la politica la mafia non esiste, quindi la buona politica è uno degli strumenti per l'antimafia. Se la politica "sporca" era sporco Peppino Impastato? Era sporco Pio La Torre? Era sporco il sindaco Vassallo? Non credo.
D: Per sconfiggere la mafia quali provvedimenti dovrebbe attuare il Governo?
R: Il Governo dovrebbe almeno cominciare a NON fare provvedimenti che sicuramente negli ultimi anni hanno favorito le mafie: lo scudo fiscale, la continua delegittimazione della magistratura, l'impoverimento cronico di uomini e mezzi nelle forze dell'ordine.
D:Quali sono le priorità del Paese?
R: Lavoro, rispetto della Costituzione, Legalità e Responsabilità. Se dovessimo dirla in poche righe un recupero di cittadinanza consapevole.
D: Noti anche tu un risveglio delle coscienze?
R: Io sono molto ottimista. Girando l'Italia vedo giovani e non che hanno un'energia incredibile e lavorano con ostinazione a questa rivoluzione morbida.
D:Che cosa ti spinge a non desistere?
R: I miei figli.
D:Ti senti (ti fanno sentire) solo?
R: Spesso. Più gli amici falsi cortesi che i miei nemici dichiarati.
Esordienti: istruzioni per l'uso- Intervista ad Antonio Franchini
Antonio Franchini è editor della Narrativa italiana per Mondadori. A lui è affidata la sorte di migliaia di scrittori esordienti che inviano i loro manoscritti alla casa editrice più importante d' Italia. Per sfatare alcuni miti che circolano senza posa e per dare un piccolo aiuto a quanti desiderano vedere pubblicata la loro prima opera, lo interpello. Le sue risposte sono sincere e secche. Alcune inaspettate.
D: Tutti i testi che vi arrivano vengono letti?
R: No.
D: Per un esordiente meglio provare con una grande casa editrice o con una minore?
R: Ormai le case editrici grandi e quelle più piccole cercano le stesse cose.
D: Serve avere un agente?
R: Se si è uno scrittore già affermato, sì. Se no, conviene solo quando l'agente si prende carico del vostro lavoro perché ci crede e si offre di proporlo agli editori.
D: Sfatiamo un mito: un autore di sinistra può pubblicare con Mondadori?
R: Sì.
D: Altro mito: serve la raccomandazione?
R: No, serve solo ad avere un rifiuto gentile.
D: Quante pagine lette servono per capire se un testo è valido o no?
R: Dipende. A volte si capisce subito, a volte bisogna leggere tutto.
D: E' più importante la qualità dell'opera o la sua commerciabilità?
R: Un'opera può avere una grande qualità letteraria ed essere poco vendibile, ma un'opera molto vendibile ha sempre una sua qualità. Non è una qualità letteraria, è una qualità d'altro genere, ma comunque c'è.
D: Esistono i casi letterari costruiti a tavolino?
R: No.
D: La narrativa maschile è diversa da quella femminile?
R: Da un punto di vista ontologico, evidentemente no. Da un punto di vista pragmatico, probabilmente sì. Da un punto di vista commerciale, i maschi quasi non leggono narrativa.
Assenti, missionari e segreti
http://www.corriere.it/politica/10_settembre_22/cosentino-richiesta-uso-intercettazioni-camera_71505884-c623-11df-89af-00144f02aabe.shtml
Le "irrilevanti" intercettazioni non sono state ammesse. Perché, se qualcosa non è rilevante è ovvio che un intero Governo combatta per non utilizzarle. Ed è altrettanto ovvio che il cammino verso la giustizia debba essere sempre così tortuoso mentre s'invocano processi brevi. Lasciamo da parte, quindi, le ovvietà. Andiamo a ciò che tanto ovvio non è: perché lo scrutinio segreto? Perché io cittadino non posso sapere come ha votato chi ho demandato a rappresentarmi? Perché si nascondono e chi si nasconde? E il "no" finale quanto deve appunto alla pusillanimità di chi ha presumibilmente stretto accordi in segreto?
Spuntano i nomi degli assenti e dei missionari.
Intanto Cosentino chiede che si acceleri il processo, ora. Ma si ritorna alle ovvietà.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/opposizione-ecco-gli-onorevoli-assenti-in-aula/2134783
Le "irrilevanti" intercettazioni non sono state ammesse. Perché, se qualcosa non è rilevante è ovvio che un intero Governo combatta per non utilizzarle. Ed è altrettanto ovvio che il cammino verso la giustizia debba essere sempre così tortuoso mentre s'invocano processi brevi. Lasciamo da parte, quindi, le ovvietà. Andiamo a ciò che tanto ovvio non è: perché lo scrutinio segreto? Perché io cittadino non posso sapere come ha votato chi ho demandato a rappresentarmi? Perché si nascondono e chi si nasconde? E il "no" finale quanto deve appunto alla pusillanimità di chi ha presumibilmente stretto accordi in segreto?
Spuntano i nomi degli assenti e dei missionari.
Intanto Cosentino chiede che si acceleri il processo, ora. Ma si ritorna alle ovvietà.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/opposizione-ecco-gli-onorevoli-assenti-in-aula/2134783
mercoledì 22 settembre 2010
Se la scuola t'insegna a sparare.
http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/la-scuola-militare.aspx
Si era fatta più o meno sentire nel caso della scuola di Adro infestata dai simboli padani, qualcuno si era forse illuso che avesse capito finalmente l'importanza del suo ruolo, ma la ministra Gelmini non demorde e rilancia con un accordo stipulato con il Ministero della Difesa che prevede delle simpatiche esercitazioni militari per i nostri ragazzi (liceali, ci fanno sapere: perché non iniziare dall'asilo, timidoni!). Divisi in gruppi (non si sa se con apposita divisa e marcetta di sottofondo) si dovrebbero allenare, dopo il corso teorico, anche praticamente a seguire percorsi ginnico-militari, tirare con l'arco, sparare con pistole ad aria compressa. Il tutto ricompensato dal credito formativo e introdotto nell'attività di "Diritto e Costituzione" che, evidentemente, c'entra tantissimo. Per rendere meno traumatizzante la nuova naia scolastica viene inserita qualche nozione di primo soccorso che, alla ministra sarà sfuggito ma non è che possa sapere che succede nelle scuole italiane, è già presente nell'ora di Educazione Fisica assieme alla conoscenza del corpo umano. A che servirebbe dunque il progetto "Allenati per la vita"? Vero, è anche previsto un sano corso di sopravvivenza, ma non tutti i nostri ragazzi aspirano ad approdare all'"Isola dei famosi", checché ne possa pensare la ministra. Il problema è il torto che fu fatto all'ineffabile La Russa quando venne deciso di non rendere più obbligatoria la leva. Da allora non sa darsi pace (letteralmente) e prova in tutti i modi a far rientrare da qualunque pertugio ciò che sanamente era stato fatto uscire dal portone. Che c'entra Gelmini in tutto questo? E, soprattutto, che c'entrano i nostri ragazzi? Il rispetto per la vita propria e quella altrui non si apprende imparando a mirare bene e sparare meglio; l'aggregazione e la socializzazione nulla hanno a che vedere con la composizione di pattuglie; la sana e salubre attività fisica non passa attraverso esperienze di simulazione di percorsi accidentati. La circolare, infatti, a scanso di equivoci, è diramata dal comando militare lombardo, e l'accordo è con il Ministero della Difesa non con quello per la Salute né tanto meno con quello alle Politiche giovanili e allo Sport. Ora, è mai possibile che la ministra non riesca a capire che l'Istruzione non può essere demandata a La Russa oggi a Tremonti sempre? Possibile che non riesca ad intendere che un compito, sciaguratamente, le è stato affidato e che a quello deve attenersi senza ammiccare all'Economia, alla Difesa, ma pensando seriamente al capitale che ha tra le mani e cioé la formazione del futuro di questo Paese? Se non è capace di provvedervi (il se è eufemistico, a questo punto) con molta dignità lo ammetta e se ne vada. E non scordi la Bibbia che tiene nel cassetto e che è perfettamente coerente con l'istruzione militare che intende dare ai ragazzi. Noi, lo giuro, ce ne sapremo fare una ragione.
Si era fatta più o meno sentire nel caso della scuola di Adro infestata dai simboli padani, qualcuno si era forse illuso che avesse capito finalmente l'importanza del suo ruolo, ma la ministra Gelmini non demorde e rilancia con un accordo stipulato con il Ministero della Difesa che prevede delle simpatiche esercitazioni militari per i nostri ragazzi (liceali, ci fanno sapere: perché non iniziare dall'asilo, timidoni!). Divisi in gruppi (non si sa se con apposita divisa e marcetta di sottofondo) si dovrebbero allenare, dopo il corso teorico, anche praticamente a seguire percorsi ginnico-militari, tirare con l'arco, sparare con pistole ad aria compressa. Il tutto ricompensato dal credito formativo e introdotto nell'attività di "Diritto e Costituzione" che, evidentemente, c'entra tantissimo. Per rendere meno traumatizzante la nuova naia scolastica viene inserita qualche nozione di primo soccorso che, alla ministra sarà sfuggito ma non è che possa sapere che succede nelle scuole italiane, è già presente nell'ora di Educazione Fisica assieme alla conoscenza del corpo umano. A che servirebbe dunque il progetto "Allenati per la vita"? Vero, è anche previsto un sano corso di sopravvivenza, ma non tutti i nostri ragazzi aspirano ad approdare all'"Isola dei famosi", checché ne possa pensare la ministra. Il problema è il torto che fu fatto all'ineffabile La Russa quando venne deciso di non rendere più obbligatoria la leva. Da allora non sa darsi pace (letteralmente) e prova in tutti i modi a far rientrare da qualunque pertugio ciò che sanamente era stato fatto uscire dal portone. Che c'entra Gelmini in tutto questo? E, soprattutto, che c'entrano i nostri ragazzi? Il rispetto per la vita propria e quella altrui non si apprende imparando a mirare bene e sparare meglio; l'aggregazione e la socializzazione nulla hanno a che vedere con la composizione di pattuglie; la sana e salubre attività fisica non passa attraverso esperienze di simulazione di percorsi accidentati. La circolare, infatti, a scanso di equivoci, è diramata dal comando militare lombardo, e l'accordo è con il Ministero della Difesa non con quello per la Salute né tanto meno con quello alle Politiche giovanili e allo Sport. Ora, è mai possibile che la ministra non riesca a capire che l'Istruzione non può essere demandata a La Russa oggi a Tremonti sempre? Possibile che non riesca ad intendere che un compito, sciaguratamente, le è stato affidato e che a quello deve attenersi senza ammiccare all'Economia, alla Difesa, ma pensando seriamente al capitale che ha tra le mani e cioé la formazione del futuro di questo Paese? Se non è capace di provvedervi (il se è eufemistico, a questo punto) con molta dignità lo ammetta e se ne vada. E non scordi la Bibbia che tiene nel cassetto e che è perfettamente coerente con l'istruzione militare che intende dare ai ragazzi. Noi, lo giuro, ce ne sapremo fare una ragione.
No all'impunità. L'appello da firmare.
http://www.repubblica.it/politica/2010/09/22/news/berlusconi_rinunci_allo_scudo_oltre_30mila_firme_all_appello-7301715/
Oltre 30.000 firme per convincerlo che non è al di sopra della Legge. Non so se servirà, so che è mio dovere firmare.
Oltre 30.000 firme per convincerlo che non è al di sopra della Legge. Non so se servirà, so che è mio dovere firmare.
Centoquarantasettemila euro al giorno.
http://www.repubblica.it/politica/2010/09/22/news/spese_camera-7301315/?ref=HRV-1
In silenzio approvano i bilanci, in silenzio bocciano l'ordine del giorno dell'IdV che chiedeva la cancellazione del vitalizio degli onorevoli, in silenzio ci costano, ognuno di loro, ottomila euro al mese; centoquarantesettemila euro al giorno solo per gli affitti. E c'è la crisi. Pensa se non ci fosse...
In silenzio approvano i bilanci, in silenzio bocciano l'ordine del giorno dell'IdV che chiedeva la cancellazione del vitalizio degli onorevoli, in silenzio ci costano, ognuno di loro, ottomila euro al mese; centoquarantesettemila euro al giorno solo per gli affitti. E c'è la crisi. Pensa se non ci fosse...
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